sabato 13 gennaio 2007

Pet Shop Boys



A volte mi capita di passare in luoghi dove ho passato momenti indimenticabili (Big Ben,Capannina,Paradiso,Euforia,Vertigo) nel periodo da teenager (anni 80) e penso alle mode e alla musica di quel periodo, paninari, metallari, punk, dark, tutto che faceva molto 80',bellissimo!
Un gruppo che all'epoca ero uno dei pochissimi a sostenere, (ai più sconosciuto) erano i Pet Shop Boys, venivo preso in giro quando mi domandavano che cantante o gruppo musicale ascoltavo.
Mi piacevano, non seguivo la moda, gli ascolto ancora adesso!!!

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I Pet Shop Boys, alias Neil Tennant (1954) e Chris Lowe (1959) si incontrano nei primi anni '80 in un negozio di elettronica, scoprendo di condividere entrambi la passione per la musica elettronica iniziano a comporre musica. Neil a quel tempo lavorava come giornalista per la rivista Smash Hits, mentre Chris studiava architettura.
Approfittando del fatto che Neil doveva recarsi a New York per intervistare Sting, i PSB si incontrano con Bobby Orlando, famoso produttore, gli propongono West End Girls che egli produce, ma il brano ebbe uno scarso successo.
Alcuni di voi si chiederanno perché i due scelsero come nome "Pet Shop Boys": siccome loro avevano degli amici in comune che lavoravano in un negozio di animali, essi decisero di chiamarsi cosi, ovvero "I ragazzi del negozio di animali", mentre prima si facevano chiamare West End.

Nel 1985 i PSB strappano un contratto alla Emi, ripubblicano West End Girls che diventa un n. 1 in USA e in Europa.

Nel 1986 esce il loro primo album, Please, da cui estraggono, oltre a West End Girls, Love Comes Quickly, Opportunities Let's Make Lots Of Money, e Suburbia. Qualche mese più tardi esce il loro primo megamix, Disco, in cui troviamo la versione mix di Paninaro, canzone che i PSB dedicarono ai paninari italiani. In quel periodo infatti i PSB si trovavano a Milano per un tour promozionale, e subito rimasero colpiti dalla moda che imperversava in quegli anni nel nostro paese: Timberland, El Charro, ecc. Si munirono di telecamere e girarono il video della canzone, video interamente girato da loro.

Nel 1987 esce Actually, preceduto dal singolo It's A Sin. Con quest'album i PSB raggiunsero il culmine della loro popolarità. Nella canzone It's A Sin, Neil descrive concetto di peccato criticando i rigidi insegnamenti che ci vengono imposti dalla religione cattolica. Da quest'album vengono estratti anche What I Have Done To Deserve This? (un duetto con Dusty Springfiel, di cui Neil e Chris erano grandi ammiratori), Rent (una canzone sul consumismo dell'epoca tatcheriana) e infine Heart. Tra Rent e Heart i PSB decisero di pubblicare anche una cover di Elvis Presley, Always On My Mind. Questa cover nacque così: i PSB erano stati invitati, insieme ad altri cantanti, ad un programma musicale inglese per l'anniversario della morte di E.P. Siccome tutti gli invitati dovevano portare una canzone del mitico cantante rock, i PSB optarono per Always On My Mind. La canzone ebbe un tale successo che furono pressati per farne venire fuori un singolo, e cosi fu. Il video della canzone contiene le immagini del film dei PSB, It Couldn't Happen Here.

Nel 1988 esce un nuovo album, Introspective. Volendo, anche questo lo si potrebbe definire come un megamix, visto che le canzoni durano quasi tutte 9 minuti. Il disco è molto raffinato e ricco di campionature, molto house. I singoli estrapolati sono Domino Dancing, Left To My Own Devices, It's Alright. Con questo disco inizia il lento e inesorabile declino dei PSB e di tutta la elettro-pop-dance degli anni 80. La musica sopraddetta viene infatti sostituita con un genere orribile, la tecno (grazie ai MAARS - Pump Up The Volume).

Ma i PSB continuano a fare di testa loro e a non seguire le tendenze di mercato, cosi
nel 1990 ci regalano Behaviour, definito dai fans il loro miglior lavoro. I singoli sono: So Hard, Being Boring, How Can You Expect To Be Taken Seriously / Where The Streets Have No Name (canzone degli U2 + un vecchio pezzo degli anni '60), e infine Jealousy (un vero gioiello).

Nel 1991 viene pubblicata Discography, una raccolta delle loro hits, più 2 inediti: DJ Culture e Was It Worth It?.

Un nuovo album dei PSB esce nel 1993, e si intitola Very. Very, strano a dirlo, rilancia i PSB e vende oltre 5 milioni di copie, infatti vengono estratti ben 5 singoli: Can You Forgive Her, Go West (cover dei Village People), Liberation, Wouldn't Normally Do This Kind Of Think!, Yesterday When I Was Mad.

Nel 1994 viene pubblicato Disco2, il CD più odiato dai fans. Accade infatti che a partire da Very i PSB fanno remixare i loro singoli a DJ forse troppo tosti e martellanti per i palati dei fans, forse i PSB si affidano a loro per cercare di riconquistare le piste delle discoteche, ma il risultato è alquanto scadente.

Per farsi perdonare nel 1995 i PSB regalano ai fans Alternative, una raccolta di b-sides.

Nel 1996 esce Bilingual, album molto sperimentale e d'avanguardia, con molti pezzi che vanno sul latino americano. I singoli sono Before, Se A Vida E', Single-Discoteca, A Red Letter Day. In ogni modo l'album non vendette un granché.

Arriviamo nel 1999, dove esce NightLife, che lo si può definire come un album di calde atmosfere. Visto il calo delle vendite, i PSB pubblicano solo 3 singoli: I Don't Know What You Want But I Can't Give It Anymore, New York City Boy (molto Village People), You Only Tell Me Love Me When You Drunk. In quest'album si può trovare un duetto carino con Kylie Minogue, l'australiana tutta pepe che negli anni '80 ci faceva ballare I Should Be So Lucky.

Sempre meno interessati al principio dell'"album" in sé, i due lord guardano altrove: nel 2001 portano in scena un musical scritto con Jonathan Harvey, "Closer To Heaven", su tematiche omosessuali, accolto male dalla critica, ma con un buon successo di pubblico.

Release (2002) è il miglior album dai tempi di Behaviour, il primo vero tentativo di distacco da un electropop che ormai li riconosce come maestri, ma nel quale forse loro non si riconoscono più completamente. Il ritorno di Johnny Marr spinge l'album in una direzione acustica: mai così tante chitarre, ritmi pacati, (a volte) persino una vera sezione di basso e batteria. Il ritorno a una vena melodica brillante lo si vede nel singolo "Home And Dry" e in brani insolitamente delicati come "E-Mail", "Birthday Boy" (dai vaghi echi di Nick Drake) e "The Night I Fell In Love" (nel quale si immagina che Eminem sia gay) e "You Choose", vicina ai Simply Red.

La condizione attuale dei Pet Shop Boys è in qualche modo figlia della loro ambiguità: icone seconde solo a Bowie e a Madonna nell'arte di reinventarsi e di dividere il pubblico, diventate tali rifiutando costantemente di esserlo, ugualmente interessati e ironici verso le critiche feroci che suscitano e verso il pubblico a loro favorevole. Nel "trittico delle meraviglie" elettroniche originatosi negli anni 80, insieme a Depeche Mode e New Order, i Pet Shop Boys occupano una posizione solo apparentemente più defilata, consolidata nel tempo da un sodalizio umano molto forte, da capacità melodiche e produttive spesso superiori a quelle delle altre band del genere, oltre che da numerosissime collaborazioni (Blur, Liza Minnelli, Dusty Springfield, David Bowie, Tina Turner, Electronic, Suede, Rammstein, ma anche cineasti e registi teatrali come Neil Jordan, Derek Jarman, David Alden e Gus Van Sant), da un potenziale multimediale cresciuto nel tempo (il loro ultimo progetto è una nuova colonna sonora per il classico del cinema muto "La Corazzata Potemkin" di Eisenstein) e soprattutto da un'appartenenza al postmoderno che diventa occasione per deridere il postmoderno stesso, in una circolarità infinita e godibilissima: non a caso la loro ultima antologia, contenente due discreti inediti ("Miracles" e la sarcastica "Flamboyant") è divisa in due cd intitolati "Pop" e "Art".

Fundamental (2006), presentato come una sorta di sequel sonoro e tematico di Actually, non riesce però a riprodurne i fasti e la geniale freschezza, affidandosi invece alla macchinosa produzione dell'ormai stagionato Trevor Horn. Il suono non si allontana eccessivamente da quello di "Release" ma perde in freschezza, mentre nei testi si segnala un recuperato cinismo "classico" che però si sposa a fatica con le pigre autocitazioni musicali di "I made my excuses and left", "Twentieth century" e "Integral". Il singolo "I'm With Stupid" fa a pezzi Tony Blair al posto della Thatcher, eppure suona affannoso, quasi zavorrato da un richiamarsi ostinato al passato. "Luna Park" incede con la leggerezza di un salmodiare televisivo in stile Celentano, "Numb" (scritta da Diane Warren) si perde in piccoli tocchi elettronici del tutto inerti, "The Sodom and Gomorrah show" dopo un inizio promettente si avvolge su sé stessa e non si muove più.
L'unico episodio di rilievo è non a caso "Minimal", dove Tennant e Lowe ritrovano il giusto passo e trasformano una melodia non trascendentale in un saggio sonoro che riesce a fondere con eleganza i livelli alti e bassi dell'elettronica degli ultimi vent'anni, dai Kraftwerk alla dance italiana degli Eiffel 65. L'album è pubblicato anche in un'edizione speciale intitolata "Fundamentalism" in cui spicca "Fugitive", eccelsa collaborazione col produttore Richard X che non fa che accrescere i rimpianti per un disco poco riuscito, nonostante i plausi un po' strumentali della critica inglese.

C'è da dire che i PSB dal canto loro hanno collaborato con diversi big della canzone internazionale, nel 1989 produssero il disco di Liza Minnelli "Result", qualche anno più tardi scrissero alcune canzoni per il disco di Dusty Sprigfield (recentemente scomparsa), poi ancora remixarono Boys And Girls dei Blur; cantano Hello Space Boy con David Bowie, The Cryng Game con Boy George, ecc.
Nonostante lo loro età i PSB non dico che sono sulla cresta dell'onda ma credo li si possano definire uno dei pochi superstiti della strage degli anni '80.



Discografia Pet Shop Boys


Please (EMI, 1986)

Disco (EMI, 1986)

Actually (EMI, 1987)

Introspective (EMI, 1988)

Behaviour (EMI, 1990)

Discography (anthology, EMI, 1991)

Very (Capitol, 1993)

Disco 2 (Capitol, 1994)

Alternative (anthology, Capitol, 1995)

Bilingual (Sire, 1996)

Essential (Capitol, 1998)

Nightlife (Sire, 1999)

Closer To Heaven (2001)

Release (Parlophone, 2002)

Disco 3 (Sanctuary, 2003)

PopArt (anthology, Parlophone, 2003)

Fundamental (EMI, 2006)





Pet Shop Boys sito ufficiale



4 Comments:

At 14 gennaio 2007 alle ore 02:33, Anonymous Anonimo said...

anni 80 i migliori !!

 
At 16 gennaio 2007 alle ore 00:12, Anonymous Anonimo said...

Bravi i Pet Shop Boys, a me piacevano molto i Tears For Fears

 
At 18 gennaio 2007 alle ore 23:00, Anonymous Anonimo said...

Il mitico Big Ben a Barcola, oggi Beefed, si commenta da solo non aggiungo altro!!

 
At 17 febbraio 2008 alle ore 16:28, Anonymous Anonimo said...

Grandi, grandi, grandi, grandi PET SHOP BOYS!!!!!

 

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